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Presentazione

La Voce Narrante è quella di Maurizio Foddai, autore dei romanzi Il gioco dei silenzi, Un Testimone PericolosoIl Riflesso di un Assassino, Il Manoscritto Rubato, dei racconti L'attesa e Primavera, e della commedia Brividi sotto il sole, e di tutti quelli che hanno una storia da raccontare.

Storie lunghe, brevi, istantanee, di fantasia o di vita vissuta. Qui si parla di libri da leggere, dei loro autori, degli argomenti correlati, anche attraverso il Blog Storie da raccontare

NEWS!

Due donne scompaiono in circostanze misteriose, a venticinque anni di distanza l'una dall'altra. La prima era una studentessa di vent'anni, la seconda, ai giorni nostri, un'affermata gallerista d'arte.

Quand'erano adolescenti, all'inizio degli anni Novanta, facevano parte entrambe dello stesso gruppo di amici. Ed è proprio all'interno di questo gruppo che si è consumato qualcosa di orribile, di cui nessuno osa parlare.

 

Dal 12 marzo è disponibile in e-book al seguente link: https://amzn.to/2SKuJk3
Per la versione cartacea occorrerà ancora pazientare fino ad aprile

La vita grama dello scrittore

Se hai scritto un libro, quando per caso, dopo una fatica improba, riesci a fartelo pubblicare, ti sembra di aver raggiunto un grande traguardo.
Invece non hai fatto che un passettino da formica.
Perchè dopo pochissimo tempo ti accorgi che:
a) quasi nessuno sa che il tuo libro esiste
b) i pochi che lo sanno per lo più se ne fregano
c) di quelli che non se ne fregano solo una minima parte lo compra e lo legge

La fortuna dello scrittore

 

Quelli che fabbricano storie godono dell'invidiabile privilegio di poter vivere molte vite. Attraverso i personaggi e le situazioni che inventano, riescono a creare di volta in volta tanti altrove plausibili che nella mente loro e dei lettori non sono meno reali del mondo nel quale vivono tutti i giorni. Vedono luoghi, vivono situazioni, provano emozioni e sentimenti autentici che altrimenti sarebbero loro negati. Ecco, la magia dello scrivere, del narrare, del farsi leggere e ascoltare consiste proprio in questo, nel farsi trasportare lontano nello spazio e nel tempo, in una dimensione quasi onirica, tramite un reciproco patto di sospensione dell'incredulità.

Come nasce una storia

Le storie sono come quei pesci che saltano fuori dall'acqua. Se si riesce ad afferrarli al volo, dopo si possono cucinare con comodo.
In più di venti secoli di storia della civiltà, tutto è già stato scritto, l'animo umano è già stato scandagliato in tutte le sue sfaccettature, anche le più minute, così come i possibili intrecci fra le vicende individuali e collettive.
Non c'è più niente da inventare.
Le storie esistono già, sono da qualche parte e in larga misura sono già state raccontate.
L'Iliade. Una storia di guerra. L'assedio a una città fortificata. La vittoria ottenuta non con il coraggio, bensì attraverso l'inganno. Ma anche tante storie individuali: l'amicizia, l'orgoglio ferito, la sete di vendetta. Che cosa c'è di più moderno, di più attuale? Tutti i romanzi e i film di guerra si rifanno all'Iliade, in un modo o nell'altro.
L'Odissea. Un lungo viaggio per tornare a casa. La sorte che sembra accanirsi contro l'eroe. Le fatidiche mille peripezie, le mille avventure e disavventure che, fino all'ultimo, allontanano il protagonista dall'obbiettivo finale. Tutti gli autori di racconti di viaggio e di avventura, da Stevenson a Salgari, da Conrad a Chatwin, sono debitori verso l'Odissea.
L'Edipo Re. La capostipite di tutte le detective stories. L'investigatore che scopre alla fine di essere egli stesso l'assassino. O forse l'assassino è il Fato? La più originale e inquietante fra tutte le storie che si possono ricondurre al genere "giallo".
Anfitrione. Una storia di inganni, di equivoci e di scambi di identità che ha ispirato l'intero genere della commedia.
Tristano e Isotta. Una storia d'amore tragica, contrastata, che resiste a tutte le avversità e trova il suo coronamento solo nella morte dei due innamorati. Eros e Thanatos.
Tutte le altre storie sono una variazione e una combinazione di questi temi.
E allora qual è il compito di un narratore?
Afferrare il pesce quando salta fuori dall'acqua e cucinarlo, aggiungendo e variando gli ingredienti per dargli un sapore nuovo. Provare a raccontare la stessa storia in un modo diverso, per creare nel lettore l'illusione di qualcosa che non ha ancora sperimentato.
Altrimenti come avrebbe fatto la povera Sherazade a sopravvivere per mille e una notte?

Successo, uguale ...

 

Che cos’è il successo?
In poche parole si potrebbe definire il successo come il sistema di misura dell’ego.
Da questo punto di vista è evidente che si tratta di qualcosa di molto personale. Un’asticella che si sposta in continuazione verso l’alto.
Mi spiego meglio. Per un aspirante scrittore, la prima pubblicazione potrebbe sembrare un successo, salvo accorgersi subito dopo che è solo l’inizio.
Apro un inciso. Per pubblicazione non intendo il selfpublishing. La rete è affollata di piattaforme che consentono a chiunque di pubblicare qualunque cosa. Intendo quella con una vera casa editrice, piccola o grande non importa, purché non a pagamento. Qualcuno, insomma, che sia disposto a spendere il proprio nome e le proprie risorse per divulgare le opere degli scrittori.
Ma a questo punto, avere pubblicato un romanzo che nessuno compra non è certo un successo.
Ecco allora che si incomincia a misurare il successo con il numero di copie vendute.
Sì, ma quante bisogna venderne per arrivare al successo? Cinquecento, mille? Per un esordiente sono già un buon numero. Ma chi ci arriva non si accontenta e tende ad alzare l’asticella. Diecimila? Ventimila?
Quando arriva questo sospirato successo? Quando vi riconoscono per la strada, nei ristoranti? Quando vi chiedono di firmare autografi? È un gioco che rischia di non finire mai.
Ecco che allora, per definire l’idea di successo, occorre riavvolgere il nastro e tornare a guardare dentro a noi stessi e cercare di dare un senso a quello che facciamo.
Vale per gli scrittori, come per tutti gli altri artisti, ma anche per gli avvocati, i medici, i manager d’azienda.
Che cos’è dunque il successo?
Tutto considerato, il successo vero è molto più a portata di mano. Quando si ha la consapevolezza di aver fatto bene ciò a cui teniamo, quando il nostro lavoro, il frutto del nostro impegno vengono riconosciuti da chi è in grado di apprezzarli, fosse anche una sola persona, purché sincera e disinteressata, questo è successo.

Che cos'è importante per uno scrittore?

Tutti gli scrittori desiderano venire allo scoperto, far uscire i propri manoscritti dal cassetto. Come? Alcuni cedono alle lusinghe delle case editrici a pagamento, che stampano qualunque cosa in cambio di un compenso, spesso esoso, ma senza alcuna preventiva selezione. Ed ecco che il nostro scrittore esordiente ha la possibilità di esibire dinnanzi a parenti e amici un bel libro contenente la propria preziosa opera, che nessun altro comprerà mai, perché non arriverà mai in libreria.
Ma era questo che voleva? Nessuno ha valutato il suo romanzo o la sua raccolta di poesie. Nessun lettore obbiettivo e disinteressato ha mai detto all’autore se il suo lavoro vale davvero o se è un’autentica schifezza.
A questo punto, il nostro autore, determinato a diffondere le proprie creazioni, approda al selfpublishing. Anche qui non c’è alcun filtro (ci si può autopubblicare anche la lista della spesa), ma almeno è gratis. E per giunta, qualcuno che non appartenga alla cerchia dei familiari o degli amici e conoscenti acquista il libro. E’ un passo avanti, forse. Ma è di questo che uno scrittore ha bisogno?
Non credo. Uno scrittore non si può accontentare di lettori compiacenti e parziali oppure casuali. Uno scrittore ha bisogno di veder riconosciuto il valore della propria opera (se ce l’ha). E questo può avvenire solo attraverso il confronto con addetti ai lavori seri e professionali. Un autore può sentirsi riconosciuto solo quando trova un editore disposto a investire su di lui il proprio denaro, a scommettere sulla bontà del suo lavoro. E’ solo questo che contraddistingue la scrittura vera dal velleitarismo letterario.
Non è facile, tutt’altro. Trovare uno sbocco editoriale richiede sacrificio, tenacia e un’elevata soglia di sopportazione del dolore. Ma alla fine ne vale la pena.

Premi e concorsi letterari